venerdì 21 settembre 2012

Parliamo di Apple

La prima notizia che mi ha gettato nello sconforto: due milioni di iPhone 5 prenotati. Siete scemi? Che cazzo prenotate un'iPhone? Mica è un oggetto a tiratura limitata; se non lo trovate la prima settimana, lo comprerete la seconda. O la terza. O dopo un mese, per la miseria.
Sarà anche il telefono "più evoluto al mondo", ma è un cazzo di telefono!
Oltre che per l'idiozia della gente, la notizia mi sconforta per altri motivi.
Quando mi sono avvicinato ad Apple, l'ho fatto perché, anche strizzando sempre l'occhio ai 'fichetti' che volevano l'adesivo della mela e che prenotavano l' iPhone, aveva una bella fetta di prodotti professionali, software e hardware e di ottimi prodotti non professionali. E i professionali lo erano per davvero. Ora è ancora così, ma bisogna stare un po' più attenti.
Iniziamo con ordine.
Dall'alto della mia ignoranza, se io fossi Apple, smetterei di fare prodotti professionali, tanto ci sono milioni di dementi che mi danno i soldi per un' iPhone che ancora non è uscito. Smetterei pure di fare iPhone che funzionano.  C'è chi mi smentirà (lo spero), c'è chi dice che la Apple non abbandonerà mai il mercato professionale (lo spero).
La apple ha sempre anticipato i tempi; i prodotti che sforna sono, quasi tutti, avanti di cinque anni rispetto ai prodotti di una qualsiasi concorrenza. Chi mi dice che non è vero, che la RAM che mette apple è x, mentre quella che mettono gli altri è y, non ha capito di cosa sto parlando e ha due possibilità, continuare a leggere, sperando di trarre qualche informazione in mezzo a questi deliri, o continuare a usare con il suo computer assemblato pagato 300 euro, che ai benchmark prende più punti di un Mac che ne costa 2000.

Vediamo se riesco a spiegarmi. Premetto che tutto quello che dico, ha come unica fonte la mia esperienza personale.

La maggior parte dei prodotti che hanno lanciato sul mercato, o delle scelte che hanno fatto, sono stati criticati e poi copiati. Possiamo prendere come esempio l'iPad, che quando è uscito tutti ne ridevano, ora tutti fanno il loro iPad. O dell'iPhone. Forse pochi se lo ricordano, ma quando alla presentazione del telefono si vedeva che con le dita navigavi, facevi lo zoom, scorrevi, era pura fantascienza.
Possiamo andare ancora più indietro, quando tolse i floppy dai suoi computer, la gente si lamentava, non sapendo che i professionisti non avevano mai usato i floppy. Quando uscirono i mac Book Pro di alluminio, che costavano un occhio della testa, ma poi ti accorgevi che se configuravi un PC professionale con le stesse caratteristiche, ti costava di più -intendo stesse  caratteristiche.

Torniamo ai giorni d'oggi.
La Apple è una multinazionale e tenterà sempre di fare più soldi possibile; questo è chiaro, come tutte le altre, ovviamente.
La Apple fa ancora prodotti professionali, innovativi o comunque avanti di anni rispetto alla concorrenza?
La risposta è sì.
E' uscito da poco il Macbook Pro con il retina display. Un portatile molto caro, ma che, come al solito, ha fatto un balzo avanti a tutti. Uno schermo da 15,4 pollici con il retina display. Il quadruplo dei pixel, rispetto a un full HD, il concetto di pixel non esiste più. Tutti i componenti saldati sulla scheda madre, per risparmiare spazio e per la massima efficienza (e così non te lo ripari da solo). Nuova concezione di "pro", quindi. Espandibilità esterna, estrema portabilità, distaccamento dalle normali concezioni informatiche, ad esempio, non esistono risoluzioni dello schermo; esiste solo quanta roba vuoi vedere sullo schermo, vuoi tanto spazio o i caratteri e le finestre più grandi?
Molti hanno criticato il fatto che non ci si possono mettere le mani dentro. " E se devi cambiare la RAM?". Io non voglio nemmeno sapere che cosa sia la RAM, è questo il punto. Perché la maggior parte delle persone sceglierebbero una lavatrice che funziona, piuttosto che una nella quale il pressostato si cambia facilmente. Se non sapete cosa sia il pressostato, avete capito cosa intendo.

Apro la confezione del Mac, lo guardo. Bello. Talmente fino che non hanno messo nemmeno le porte Ethernet e firewire, che sono più alte del portatile...poco male, ha due porte Thunderbolt. Guardo nella confezione alla ricerca degli adattatori e non ci sono. Capisco l'adattatore firewire, che è una porta di nicchia, ma l'Ethernet, christaccio, ce lo potevate mettere. Trenta euro di adattatore. Più trenta per l'altro adattatore.
Questi sono i modi in cui la Apple fa soldi. Cavi, cavetti, accessori, garanzie, assistenze telefoniche. E ovviamente anche con quelli che preordinano gli iPhone.

In conclusione, la Apple non è la soluzione definitiva a tutto. Non dobbiamo comprare tutti Mac e iPhone, anzi, io quando esce un prodotto di qualità, che può competere con quelli Apple, sono contento, perché significa che ci sarà un'evoluzione. Spero che i tablet di Microsoft siano migliori di iPad, spero che Windows 8 sia migliore di Osx, ma non che tenti di emularlo, che introduca innovazione, grafica nuova, design diversi, hardware nuovi.
Da quando è uscito l'iPhone, tutti gli smartphone sono uguali tra di loro. Tutti i tablet sono uguali all' iPad, tutte le case tentano di fare computer uguali a quelli Apple. Finché le case di produzione faranno così, non ci sarà innovazione e la Apple comanderà.

Piccolo esempio, Esce Windows Phone, unico terminale che, a mio parere, può competere con iPhone. Grafica diversa non clonata da iPhone, integrazione con facebook, icone interattive e stessa fluidità di iPhone. Questo porta a fare un balzo in avanti. Fatalità il nuovo ios6 ha l'integrazione con FB, ma loro l'hanno integrato anche nel sistema desktop, tiè.

Allora, per ora, facciamo il tifo per Microsoft.

P.S.: Windows 7 è il miglior sistema della Microsoft, ma non può neanche lontanamente competere con Osx.



Che post infinito, sembra uno scritto da Mauro Uzzeo.

giovedì 5 luglio 2012

The amazing Spiderman - Recensione iconografica.

Visto che l'hanno fatta tutti, anche io faccio la mia recensione, ma la faccio con un'immagine.



mercoledì 13 giugno 2012

Dimensione parallela

Non tutti sanno che esiste una dimensione parallela alla nostra. Capeggiata da un demone. Sì, avete letto bene: un demone, ma andiamo per ordine; iniziamo a vedere come questa dimensione interagisce con la nostra.
Quando state per inserire un cavo usb in una presa del computer, sicuramente sarà girato dalla parte sbagliata e non entrerà, così voi lo girate e riprovate. Qui entra in gioco la dimensione parallela che è quella del cavo. Il cavo non entra ancora, allora, senza pensarci, lo girate ancora e questa volta entra. Tutto questo perché tutti i cavi USB sono abitanti della dimensione parallela dove essi hanno 3 lati.
Quando voi arrotolate un filo e lo riponete, sicuramente quando lo riprendete ha dei nodi che manco il peggio marinaio di Innsmouth sarebbe in grado di fare. Questo è il demone che capeggia la dimensione, che può sopravvivere solo annodando cavi.

mercoledì 30 maggio 2012

L'ingranaggio

Io mi scaglio contro la fame nel mondo, mi oppongo alla parata militare, mi struggo per i poveri cagnolini abbandonati e per i terremotati.  Ho fame, ho sonno, voglio partire,  penso che il terremoto sia un complotto, che i parlamentari guadagnano troppo, meno una settimana alla vacanza, meno un giorno, si parteeeeeeeee! Penso che quella ragazza stuprata sia un angelo, che i gay devono potersi sposare. Togliamo i soldi a Bossi e diamoli ai gattini abbandonati! Berlusconi puttaniere!
Condividete tutti e fate vedere al mondo quanto siete buoni! Quanto non avete paura di urlare queste cose al mondo!
Se non condividete siete tutti parte dell'ingranaggio!



lunedì 21 maggio 2012

Mente sgombra e ipocrita.

Quando si giudica qualcosa a mente lucida, bisogna stare attenti, perché non si ha, ovviamente, la scusante di essere offuscati e coinvolti dagli eventi.
Nessuno sta attento, però. Quando si parla di un negoziante che ha sparato a un rapinatore, c'è chi dice che ha fatto bene. Che il rapinatore se lo merita. Se vai a rapinare, che fai, non metti in conto che ti possono sparare?
Se uno che specifica che ha la mente sgombra da stupefacenti e che non è coinvolto direttamente nella faccenda dice una cosa del genere è un idiota.
E quelli che si dicono solidali alle persone morte, uccise, rimaste sotto le macerie? Non è fantastico avere un nuovo argomento di cui parlare la sera al pub? Il nuovo post della mattina su Facebook con la foto della ragazza morta nell'attentato, bella solare e intelligente. Ipocriti. A me non frega niente nemmeno di quello che capita al mio vicino di casa. E nemmeno a voi, ammettetelo.
Certe volte è meglio l'indifferenza dell'ipocrisia.
Più che mai attuale, ascolto questa canzone di Gaber, che mi è venuta in mente riflettendo su queste cose.


venerdì 6 aprile 2012

intrappolato nella rete sociale

A volte mi viene il blocco dello scrittore. Che non sarebbe grave se non fosse che non sono uno scrittore.
Pensa, mi è venuto pure il piede dell'atleta. Che roba. Già uno ha tanti mali, si deve prendere pure quelli dell'atleta e dello scrittore.
Che poi mi stanno pure sul cavolo gli atleti.
Dopo queste farfugliate scuse sul motivo per cui non sto aggiornando il blog, spiego alcuni motivi per cui mi sono iscritto nuovamente a Facebook... rifaccio, ne farfuglio altre per giustificare il fatto che sono di nuovo su Facebook.
Situazione classica:

Qualcuno mi invia un link.
"Ehi, guarda che fica sta foto!"
Click.
"Devi essere iscritto a Facebook per vedere la foto e per non essere uno sfigato."

"Ehi, guarda questo link, se solo lo clicchi, fai dimettere Bossi!"
Click.
"Devi essere iscritto a Facebook per vedere la foto e per ripristinare, anche se solo in minima parte, la dignità della politica Italiana."

"C'ho una notizia importantissima" dico io "senti qua..."
"Postala su Facebook."



E quindi Facebook ha di nuovo i miei dati personali.

Ma non solo lui! Tutto collegato, Pinterest, Twitter, Draw Something, e non mi ricordo neanche quale altra diavoleria. Ormai se non ho la mia dose di social network quotidiano, vado in crisi. 
Appena tocco il telefono, ci sono gli gnometti di Facebook -parleremo un'altra volta di come mi immagino che funzioni Facebook- che dicono: "Ecco, sta andando al cesso! Vai, informa il mondo!", poi stappano vino di pessima qualità, mangiano wafer Loacker e insultano il signore. Come dicevo prima, però, di questo parleremo un'altra volta.

lunedì 5 marzo 2012

Arcobaleno notturno Pt.2

Prologo.
Prima parte.

Con i timpani intorpiditi, gli occhi calcificati, le occhiaie come uniche amiche, le ascelle di notevole interesse chimico-biologico, la bocca calcificata e altre irriconoscibili parti anatomiche, Paolo e Raffaele guardano insoddisfatti i loro lavori, ma i loro occhi non possono piangere. Non più. I condotti lacrimali sono intasati da caffè e Red Bull e la loro adrenalina, che li costringe a piccoli scatti convulsi e isterici, non gli permette di stare fermi. Vincenzo è già nel suo studio. Il corridoio è tutto per loro e il carrello di Ikea (che forse solo Mastrofini sa perché in uno studio di animazione ci sia un carrello Ikea) li chiama. Con le menti offuscate e miraggi di vario genere che coinvolgono Mario Kart e Jackass e comunque con tutte le divinità che ormai li hanno sulle loro liste nere, perché vanno bene i maiali, i cani, ma le sagome a forma di cesso proprio no; i due temerari si sfidano a gare di velocità sul carrello.

"Guarda Pa', che tajo, vado veloscissmmmhio!" dice Raffaele.

video

"Anvedi che tajo oh, lo ffvvaccio pur'iho." ribatte Paolo, non sapendo che per gestire tali velocità serve esperienza e autocontrollo.

Dopo pochi secondi, un rumore di ferraglia, mischiato a parole biascicate che confermano i due sulla lista nera delle divinità, attirano Raffaele in corridoio, che con frullino, trapano e pazienza, riesce a estrarre Paolo dalle lamiere fumanti.
I due, stremati da questo ultimo sforzo, si posano sui divani che per colore, odore e igene, fanno pendant con le loro ascelle.

Riaprendo gli occhi notano che hanno diverse persone dello studio che li guardano con occhi mogi e mormorano frasi del tipo:
"Poracci."
"Che pena."
"Vabbè 'mpo' 'mpo', però... eh!"
"'O vedi 'a droga... che te dicevo io?"
"Secondo me so' i tramezzini della macchinetta."

Facendosi largo tra la massa di curiosi, arrivano in produzione, annunciando il completamento del loro lavoro.
"Grandi, ragazzi, ce l' avete fatta pure 'sta volta. Bravi."
"Sono un po' cambiati i tempi dei titoli finali di tutti gli otto trailer, la consegna rimane sempre tra 37 secondi, però che vi ci vuole, ci mettete un attimo, no?"
A questo punto è troppo anche per Loro, per le divinità, intendo, che non vogliono i due nemmeno sulla lista nera; infatti hanno messo tutte le carte in mano a Satana, che poi se la vede lui; comunque Loro, non ne vogliono più sapere niente.
Le modifiche finali vengono completate in 38, anziché 37, secondi così suddivisi:
Primi dieci secondi, tentativi di pianto e patetiche scene di isteria in produzione.
Dieci secondi successivi, tragitto dalla produzione alla sala mix, con la conferma di una suite regale proprio accanto a quella di Satana.
Dieci secondi successivi, colazione in camera assicurata e vista sui traditori della patria.
Sette secondi successivi, tasti premuti a caso sul mixer e sulla tastiera, per adattare il lavoro alla nuova lunghezza.
38° secondo, consegna.
"Aho, avevamo detto 37 secondi, però, no 38!" Si sente dalla produzione.

"Tutto sommato la vista sui traditori della patria non è male. Poteva andare peggio"
"Tho, da quest'altra finestra si vedono gli ignavi."